Cronologia
1770 – 20 novembre: Domenico Lentini nasce a Lauria Superiore, ultimo di cinque figli nati da Macario Lentini e da Rosalia Vitarella, abitanti in Vico San Vincenzo. È battezzato lo stesso giorno nella chiesa parrocchiale di San Nicola.
1772 – 16 giugno: Domenico riceve il sacramento della cresima nella chiesa parrocchiale di San Giacomo.
1786 – 15 ottobre: Domenico indossa l’abito talare e inizia gli studi come seminarista «esterno», rimanendo cioè in paese, sotto la guida prima (per sei anni) del canonico Antonio Scaldaferri, e quindi (per tre anni) dell’arciprete di San Nicola, Francesco Cosentino.
1790: A circa vent’anni entra nel seminario di Policastro Bussentino per completare gli studi filosofici e teologici.
1791 – 18 giugno: Riceve la tonsura e gli ordini minori dal vescovo monsignor De Rosa.
1792 – 2 giugno: Gli è conferito il diaconato, sempre da monsignor De Rosa.
1793 – 21 settembre: È ordinato diacono a Mormanno da monsignor G. B. Coppola, vescovo di Cassano, essendo vacante la sede di Policastro per la morte di monsignor De Rosa. Poche settimane dopo è chiamato a Lauria per dedicarsi all’insegnamento e all’educazione dei giovani. Vi rimane per più di un anno.
1794 – 8 giugno: Nella solennità di Pentecoste, con cinque mesi di anticipo sull’età richiesta, è ordinato sacerdote a Marsico, essendo tuttora vacante la sua diocesi.
9 giugno: Celebra la sua prima messa nella chiesa parrocchiale di San Nicola, a Lauria Superiore. Riprende subito a fare scuola accogliendo i ragazzi nella sua casa. Comincia presto anche l’attività di confessore e di predicatore, per le quali era particolarmente predisposto.
1799: Esauritasi in breve nel regno di Napoli l’esperienza della Repubblica Partenopea, a Lauria viene abbattuto l’Albero della Libertà – che vi era stato piantato dai rivoluzionari – e don Domenico al suo posto fa collocare una grande croce, per pacificare gli animi.
1806 – fine luglio: Una colonna di 260 soldati polacchi al servizio dei francesi viene annientata dai ribelli laurioti. L’8 agosto si scatena a Lauria la tremenda rappresaglia del generale Massena, con migliaia di vittime e selvagge distruzioni. Don Domenico si impegna per la ricostruzione della città e per riconciliare gli animi. Col pericoloso acuirsi del brigantaggio, di pari passo con la resistenza dei filoborbonici, Gioacchino Murat invia il generale Manhes in Basilicata per contrastare il fenomeno e stabilisce che ogni uomo capace di portare armi sia mobilitato al servizio dello Stato. Anche don Domenico viene arruolato, ma invece del fucile alla cintura porta il Crocifisso e, invitato a giurare, promette fedeltà a Dio e al re, ma si dice disposto a spargere il sangue solo per Dio.
1823 – 7 febbraio: Don Domenico scrive al vescovo dichiarando di rinunciare alla carica di canonico che gli era stata offerta: in precedenza aveva rifiutato anche la nomina ad arciprete. Continua intanto nel suo instancabile ministero di confessore, predicatore ed educatore.
1828 – 14 febbraio: Durante l’adorazione eucaristica in occasione delle quarantore, cade in una specie di delirio dovuto probabilmente ad un attacco di meningite.
22 febbraio: Dopo aver ricevuto l’unzione degli infermi, entra in agonia.
25 febbraio: Don Domenico muore e da allora si susseguono strani fenomeni nel suo cadavere, che si mantiene caldo, flessibile e roseo, ogni tanto apre gli occhi e, ai ripetuti salassi praticati dai medici, fa zampillare sangue ed emana una straordinaria fragranza.
3 marzo: Scoperchiata la salma per ordine del vescovo, viene trovata ancora calda, mentre zampilla altro sangue e persiste il profumo. In serata comunque avviene la tumulazione in chiesa. Di tutti questi avvenimenti straordinari viene redatto un verbale alla presenza di un delegato vescovile, e se ne invia copia al re di Napoli.
1842 – 31 ottobre: Si apre il processo diocesano che impegna una commissione per 52 sedute. Poi interviene una lunga pausa dovuta a svariati fattori.
1890 – 7 luglio: Il processo riprende e si conclude il 3 maggio 1893 dopo aver ascoltato 155 testimoni.
1905 – 1921: Processo apostolico.
1935 – 27 gennaio: Pio XI proclama le virtù eroiche del servo di Dio.
1975 – 25 febbraio: Nasce il Comitato «Ven. Domenico Lentini».
1984 – 22 aprile: Nasce la Fondazione «Ven. Domenico Lentini».
1997 – 6 agosto: Ricognizione canonica.
1997 – 12 ottobre: Giovanni Paolo II beatifica Domenico Lentini.




